Le Vintagerie

Apr13

Una scatola magica in salotto: storia della televisione e del televisore

E’ entrata nelle nostre vite rivoluzionandole, ha cambiato le abitudini  e accompagnato gli italiani verso la modernità. Nata 65 anni fa la televisione si è attestata come il più potente dei mezzi di comunicazione, inseparabile compagna delle nostre giornate.

La tv entra infatti nelle case degli italiani nei primi anni ’50, come ospite, dal momento che di fatto nasce in Scozia nel 1926. L’anno successivo la Bbc diede vita alla prima stazione televisiva. Le primissime prove tecniche di trasmissione italiana risalgono al 1933, quando il ricevitore romano di Monte Mario comincia a diffondere il segnale esteso al piccolo, periferico raggio urbano, ma occorrerà attendere il 3 gennaio 1954, quando dagli studi Rai di Torino cominciano le prime trasmissioni televisive.

Infatti già nel nel 1952 la Rai i diritti esclusivi di trasmissione circolare radiotelevisiva su scala nazionale, monopolizzando il settore.

Fulvia Colombo annuncia la nascita delle trasmissioni Rai

La prima televisione italiana persegue intenti morali e didascalici e sono in piccola parte di intrattenimento.

La pubblicità televisiva comincia nel 1957, in uno spazio di 10 minuti denominato “Carosello”.

Dal 1960 comincia il fortunato programma: “Non è mai troppo tardi”, un corso per insegnare a leggere e scrivere agli ancora numerosi analfabeti tenuto dal maestro Alberto Manzi.

Tuttavia la Tv era ancora un mezzo d’élite, erano pochi quelli che se la potevano permettere, infatti il costo di un televisore era proibitivo (250.000 lire per un apparecchio), l’equivalente del reddito annuo di una famiglia di ceto medio. Allora ci si trovava nelle case di chi possedeva l’ambito elettrodomestico o nei bar per guardarla assieme. Addirittura i cinematografi installarono all’interno dei televisori per seguire tra una proiezione e l’altra il famosissimo, “Lascia o raddoppia”.

Il maestro Manzi e Mike Buongiorno in “Lascia o raddoppia”.

La tv trasporta l’Italia verso gli anni del boom economico, cambiando il volto del paese e si sviluppano settori di produzione della “scatola magica”, che entreranno in competizione non solo per la qualità ma anche per il design più esclusivo. Marche regine saranno le case produttrici di elettrodomestici, Indesit, Rex, Magneti Marelli. Un marchio famosissimo per i design più sofisticati, ancora oggi importanti nelle collezioni di modernariato sarà Brionvega che diverrà famoso anche per le forme “space age”.

Nel frattempo, grazie al successo ottenuto nel 1961 comincia le trasmissioni anche il secondo canale Rai, rivolto principalmente al cinema.

Pubblicità di televisori vintage

La tv in quegli anni produce anche grandi sceneggiati di altissimo livello: I promessi Sposi di Alessandro Manzoni, I Miserabili di Victor Hugo, La Cittadella di Cronin,  fino all ‘Odissea di Omero, hanno un successo eccezionale.

Dal 1968 (anno delle Olimpiadi in Messico) i programmi sportivi sono trasmessi in diretta.

Negli anni Settanta la Rai diventa importantissima per la produzione cinematografica (115 film prodotti solo nel 1975). 

A metà degli Anni Settanta nascono i primi canali privati locali (che possono cioè trasmettere solo in ambito locale per non più di 150.000 abitanti). Le emittenti private nel 1976 sono 68. Nel 1981 sono 600!

Dal 1977 la televisione trasmette a colori.

Rosanna Vaudetti prima annunciatrice della Rai a colori e “I Promessi sposi”

Per reggere la concorrenza dei canali privati la tv pubblica si rinnova: eliminato “Carosello” la pubblicità comincia a diventare simile a quella dei giorni nostri. Nel 1979 nasce il terzo canale Rai, mentre negli anni Ottanta la Fininvest di Silvio Berlusconi comincia a diffondere i suoi programmi non più a livello locale ma nazionale.

Ma la tv in oltre 60 anni di onorata carriera non ha solo rivoluzionato l’Italia, ha anche cambiato la fisionomia delle abitazioni. L’apparecchio prende il posto del caminetto, i divani  e le poltrone iniziano ad essere orientate verso i televisori, che negli anni ’60 erano incassati in grossi mobili in legno.

E il design dei televisori ha seguito l’evolversi degli stili, colorati e maneggevoli negli anni ’70, con un grande schermo negli anni ’80.

Di tutto questo non resta che qualche sbiadito ricordo, ma per i veri amanti del vintage i televisori retrò non sono mai andati in pensione.

I collezionisti sono alla continua ricerca di televisori d’epoca, come quelli presenti nella sezione #Vintachic Home.

Inutili suppellettili, direte voi. Invece no. E’ ancora possibile vedere la tv attraverso questi apparecchi d’antan. E’ necessario ovviamente che il televisore sia funzionante, basta solo collegare l’apposito adattatore, acquistabile in ogni negozio di elettrodomestici, al decoder et voilà, la vostra tv vintage inizia a trasmettere! Niente “Carosello”, o “Lascia o raddoppia”, potrete vedere Maria De Filippi o Carlo Conti in un’inedita veste retrò. 

Alcuni dei modelli Vintachic Home: Brionvega Doney 1967, Indesit 1970 e tv portatile Nazionale 1970

Dunque se possedete un vecchio televisore appartenuto a vostra nonna o dimenticato in soffitta, non buttatelo, dategli una sistemata, perché oltre a poterlo utilizzare può conferire un autentico tocco trendy alla vostra abitazione, sposandosi benissimo anche col mobilio più moderno.

 

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