Le Vintagerie

Dic21

Gli abiti da sposa vintage più belli del Cinema

Tutti gli abiti sono capaci di far fremere noi ragazze, ma in particolare ce n’è uno che ha fatto sognare generazioni e generazioni di donne: l’abito da sposa.

Da sempre l’ispirazione per la scelta dell’abito perfetto proviene da ogni dove: celebrità, vicine di casa, teste coronate e amiche.

Fra la grandissima varietà, inutile dire che un input, spesso decisivo alla fatidica scelta, lo fornisca anche il cinema. Infatti nel grande schermo – e anche del piccolo, visto che gli abiti delle serie tv non sono da meno – le spose hanno un’allure incantata e nella storia del cinema e della tv sono passati moltissimi abiti diventati indimenticabili, e hanno fatto asserire a molte ragazze al momento della prova: “Voglio un abito identico a quello indossato nel film…”

Ma quali sono davvero i più begli abiti da sposa sfoggiati dalle attrici del cinema? Nel nostro articolo abbiamo selezionato i migliori mai apparsi sul grande schermo dal 1930 al 1980, specchio di gusti e tendenze del periodo.

1930s

Nel 1930 l’industria cinematografica era solo agli albori eppure grazie alla forza evocativa delle immagini gli abiti da sposa già si imposero nell’immaginario collettivo.

Uno dei primissimi abiti a fare la sua comparsa fu quello indossato dall’attrice Mae Clarke nell’horror “Frankestein” del 1931, un capo completamente in pizzo corredato dal tipico juliet cap veil realizzato dalla celebre costumista Vera West.

Tre anni dopo fu la volta di “Accadde una notte”,  che fece incetta di Oscar, nella pellicola vediamo l’attrice Claudette Colbert, nei panni di Ellie Andrews con indosso un abito del costumista Robert  Kalloch di seta, attilato e con fiori applicati.

Nel 1938 è il lungometraggio “Girandola” a far parlare di sé, soprattutto per lo splendido abito vestito dal personaggio di Amanda Cooper (Ginger Rogers): un capo con righe e maniche pompose, davvero modernissimo per i tempi.

Concludiamo questa decade con “Il grande amore”, (1939), che valse una Nomination all’Oscar alla divina Bette Davis, che nel ruolo di Carlotta Lovell, il suo preferito dichiarò, calzò un abito meraviglioso, con scollo all’americana e un’ampia gonna di tulle, il look era completato da un cappellino e una collana di perle.

Mae Clarke, Claudette Colbert, Ginger Rogers, Bette David

1940s

Durante gli anni ’40 a causa del secondo conflitto mondiale e gli strascichi della guerra non furono molti i film realizzati. Tra quelli di successo  ricordiamo “Scandalo a Philadelphia”, in cui l’attrice Katherine Hepburn indossa uno splendido abito in organza. Nel 1942 è la volta di Lana Turner in “Il matrimonio è un affare privato” , dove veste un capo strutturato in taffetà.

Come non citare lo splendido abito in pizzo ideato dallo stilista Oleg Cassini per la bella Isobel (Gene Tierney) , protagonista del film “Il filo del rasoio” (1946)?

Katherine Hepburn, Lana Turner, Gene Tierney

1950s

Gli anni ’50 sono gli anni d’oro del cinema, gli anni del divismo, di un ottimismo diffuso che investe anche la finzione con numerosi lungometraggi dedicati ai matrimoni.

Iniziamo in bellezza con un film che sin dal titolo ci porta dritti al tema wedding , “Il padre della sposa” , (1950) con l’indimenticabile Liz Taylor alias Carla Banks, che per calcare l’altare sceglie un sontuoso capo della costumista  Helen Rose. Il vestito ispirò l’abito addirittura l’abito da sposa -quello vero- del primo matrimonio di Elizabeth con Conrad Hilton.

Nel 1953 è tempo di un altra pellicola cult ispirate alle nozze, “Come sposare un milionario”, dove Schatze Page, ovvero Lauren Bacall, veste un abito in pizzo ecrù ricamato. Il capo è stato venduto all’asta nel 2011.

Marilyn, presente nel film nello stesso anno è impegnata con un’altra pellicola leggendaria “Gli uomini preferiscono le bionde”, dove insieme a Jane Russell calza un capo in pizzo e tulle, in perfetto stile anni ’50.

Tre anni più tardi esce in sala “Pranzo di nozze” questa volta è Debbie Reynolds a pronunciare il fatidico sì con uno splendido abito in pizzo.

Nello stesso anno in Europa si applaude il successo di “Piace a troppi”, soprattutto si applaude Brigitte Bardot, incantevole in un abito da sposa corto firmato Pierre Balmain.

Liz Taylor, Lauren Bacall, Marilyn Monroe e Jane Russel, Brigitte Bardot

Restiamo in Europa, o meglio nella nostra Italia, dove nel 1957 è il turno di Sophia Loren a compiere il fatidico passo, almeno sul grande schermo in “Un marito per Cinzia”. La bella protagonista indossa un abito a bustino in pizzo di Edith Head. E’ stato venduto all’asta nel 2015 per 12.500 euro. La nostra Sofia è così bella con il vestito da sposa che lo rindossa nuovamente l’anno successivo in “Orchidea nera”, questa volta si tratta di un capo decisamente più angelico, ampio con ricamo floreale.

Nel 1957 è la volta di un altro abito da sposa iconico, quello indossato da Audrey Hepburn in “Cenerentola a Parigi”, firmato Givenchy.

L’anno seguente tocco ad un’altra grande diva, Grace Kelly. Infatti l’attrice, ormai anche Principessa, a pochi anni dal matrimonio con il Principe Ranieri, vestì nuovamente l’abito bianco, per il musical “High Society”.

Sophia Loren, Audrey Hepbun, Grace Kelly

1960s

Negli anni sessanta ormai la vecchia Hollywood non è che un ricordo, questa è la decade del “New Cinema” che ha portato sul grande schermo pellicole e abiti memorabili.

Gli anni ’60 vengono inaugurati dal musical “Viva Las Vegas” (1964) in cui Lucky Jackson (Elvis Presley) convola a nozze con Rusty (Ann-Margaret).

L’anno seguente esce “Tutti insieme appassionatamente”, in cui Maria Von Trapp (Julie Andrews) calza un capo in raso avorio con scollo a V. Il modello è stato venduto all’asta nel 2013 per $ 23,040.

Nel 1967 Brigitte Bardot veste nuovamente i panni della sposa, in “Io l’amore”, questa volta con un originalissimo capo in marabù.

Ma il 1967, è l’anno de “Il laureato”, che si conclude immancabilmente con un matrimonio.

Gli  anni ’60 vengono chiusi in bellezza da una saga indimenticabile “Agente 007 – Al servizio di sua maestà”, in cui la meravigliosa Tracy, interpretata da Diana Rigg, convola a nozze con il mitico Bond, James Bond. La mise doveva essere all’altezza, una grintosa jumpsuit in pizzo crochet bianco, che strizza gli occhi agli anni ’70.

Anna Margaret, Brigitte Bardot,Katharine Ross, Diana Rigg

1970s

I film degli anni ’70 non lasciano molto spazio al romanticismo, ciò nonostante anche in film dedicati ai Gangster come “Il Padrino”, non mancano scene di nozze.

Simonetta Stefanelli brillava con una creazione in pizzo stile impero abbinata ad una mantilla in pizzo, un total look ideato dalla costumista Anna Hill Johnston, che si aggiudicò un Oscar per i costumi del film.

Nel film divenuto ormai un cult “Il Cacciatore”, del 1978, l’eterea Maryl Streep indossava un abito in chiffon rosa pallido con spalle scoperte e balze fluttuanti sul busto, con guanti sotto il gomito.

Nella celeberrima fiction “General Hospital”, che ha compiuto da tempo i suoi 50 anni (ed è ANCORA IN PRODUZIONE!), famoso fu il matrimonio tra i personaggi Laura e Scotty, nel 1979, in cui Genie Francis indossa un sobrio ma prezioso abito in pizzo taglio impero, stile vittoriano, incorniciato da un velo in pizzo lunghezza vita ed un delizioso bouquet di margherite.

Simonetta Stefanelli, Maryl Streep, Genie Francis

1980s

Anche gli irriverenti eighties ci hanno donato abiti da sposa iconici e copiatissimi.

Per restare in ambito gangster impossibile non citare l’abito bianco scivolato indossato da Michelle Pfifer in “Scarface”, del 1983.

Entriamo a pieno nello stile anni ’80 con il vestito di Lisa McDowell (Shari Headley) ne “Il Principe Cerca Moglie” (1988) e come descriverlo, se non una nuvola di tulle e nylon rosa?

Un anno dopo è la prima volta di Julia Roberts in abito bianco sul grande schermo, (la prima di una lunga serie).

L’attrice in “Fiori d’acciaio” nei panni della giovane Shelby indossa un abito ampio di un color rosa pallido tempestato di fiori.

Michelle Pfifer, Sheri Headley, Julia Roberts

Negli anni a seguire sono stati altrettanti gli abiti che hanno conquistato le future spose telespettatrici. Quale tra i capi che  vi abbiamo raccontato ed i seguenti vi ha fatto gridare “Sì lo voglio!”?

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