Le Vintagerie

Nov23

Il cappotto cammello, storia di un classico intramontabile

Sopravvissuto a tutte le ere della moda, il cappotto cammello torna anno dopo anno per confermarsi “re” indiscusso dei capospalla invernali. Un outerwear dal fascino vintage, passpartout versatile, che ci accompagna con stile dall’Autunno fino ai primi mesi della Primavera.

L’allure trendy del camel coat ha saputo conquistare generazioni e generazioni di donne, sino ad arrivare a noi, quando questo outerwear è tornato ad imporsi nell’autunno-inverno 2018/2019.

Il trafugamento di cappotti dagli armadi di nonne e mamme è stato repentino, ma non temete, se la vostra ricerca non ha dato i suoi frutti potrete trovare modelli intramontabili nei negozi vintage, oltre che tante nuove proposte da brand attuali, MaxMara in testa.

A cavallo tra passato e presente, il trend del camel coat nell’ultimo periodo non ha lasciato neppure indifferenti celebs e teste coronate.

Dalla versione bon ton di Angelina Jolie, alla proposta lussuosa in puro cashmere di Victoria Beckam, sino al classico modello “Manuela” targato MaxMara che ha fatto innamorare Jessica Biel, Jennifer Lopez e Megan Markle.

Jennifer Lopez, Angelina Jolie, Victoria Beckham, Jessica Biel con i loro cappotti cammello

Infatti anche le principesse delle case regnanti non disdegnano il cappotto cammello: Lady Diana lo adorava e la nuora Kate non è da meno, indossandolo per svariate occasioni. Come lei tra le fan di questo capo compaiono Letizia Ortiz e Charlene di Monaco.

Non solo le muse odierne, il cappotto cammello ha tenuto al caldo anche a schiere di dive della vecchia Hollywood per oltre nove decenni.

Infatti sua maestà il camel coat, nonostante l’indiscutibile e intramontabile fascino può vantare quasi 100 anni di storia. L’avreste mai detto?

Il cappotto cammello delle reali: Lady Diana, Kate Middleton, Charlene di Monaco, Letizia di Spagna

Questo tipo di outerwear fa la sua primissima comparsa all’indomani del primo conflitto mondiale per iniziativa del brand inglese Jaeger e ben presto conquistò non solo i signori dell’alta società, ma anche dive del cinema come Greta Garbo e Marlene Dietrich, affascinate dalle mise d’ispirazione maschile. Dopo qualche decennio il cappotto cammello torna alla ribalta nel corso della seconda guerra mondiale. Al tempo era difficile reperire tessuti per i cappotti, dunque il pelo di cammello costituiva un materiale a basso costo, ma soprattutto resistente e particolarmente caldo, visto il modo in cui questi animali resistono alle intemperie delle gelide notti nel deserto.

Greta Garbo, cappotto cammello del 1930, Marlene Dietrich

Jaeger cominciò così a produrre uniformi militari e divise con questa fibra naturale dall’inconfondibile colore, che rivelò immediatamente i suoi innumerevoli pregi.

Fu così che la fortuna del camel coat perdurò anche successivamente al conflitto, proposto ormai in versioni raffinate e bon ton pensate per le signore come quelle di Christian Dior.

In questo periodo scintilla tra il camel coat ed il cinema si riaccende: vediamo questo capospalla indossato da Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Catherine Deneuve, nella realtà come sui set.

Audrey Hepburn 1953, Marilyn 1956, Catherine Deneuve sul set di Mayerling marzo 1968

Negli anni ’70 sono proprio due film a decretare il successo planetario del cappotto cammello: “Ultimo Tango a Parigi,” in cui Marlon Brando indossa un iconico modello, e  “Anonimo Veneziano”, dove Florinda Bolkan veste un modello Max Mara che diventò un’ossessione collettiva femminile.

Occorrerà però attendere il 1981 affinché la stilista di MaxMara Anne Marie Beretta realizzi il mitico Modello 101801, diventato un’icona contemporanea: di cashmere color cammello, lungo al polpaccio con maniche raglan e un taglio che sta bene a tutte le forme.

Dobbiamo dirlo però, oggi del cappotto cammello rimane solo la peculiare colorazione “camel”, infatti questo leggendario cappotto viene ormai realizzato in lana, cashmere, seta o fibre sintetiche, i peli di cammello non sono che un ricordo lontano.

Florinda Bolkan, l’iconico modello MaxMara 101801, Marlon Brando

Quello che è rimasto immutato è la sua ecletticità, che nonostante il susseguirsi degli anni lo rende un’icona senza tempo.

Sì, perché il camel coat è probabilmente il capo più democratico dell’universo, adatto davvero a tutte e tutto:

  • Tutte le nuance: Si abbina con tutti i colori, dai toni sgargianti, ai neutri, nero compreso.
  • Tutte le età: il cappotto cammello è un capo assolutamente trasversale, si addice perfettamente ad una giovane ragazza con indosso un outfit contemporaneo, come a una signora con un look più formale.
  • Tutte le silhoutte: il camel coat veste ogni fisicità, le curvy lo prediligeranno in una versione lineare, modello accappatoio, per le più esili invece strutturato o a doppiopetto.
  • Tutte le altezze: sì il cappotto cammello è anche un alleato delle petite che sceglieranno modelli più corti fino al ginocchio, per le più alte invece si può giocare anche con capi over sino alla caviglia.
  • Tutti i look: il camel coat è un cappotto davvero poliedrico, è perfetto su di un outfit formale come un tailleur per l’ufficio ma anche su di un abito da sera. Ma c’è di più, il camel coat è capace di impreziosire una semplice mise da giorno con un tocco raffinato.

    Jackie Kennedy 1968, camel coat del 1940, Kate Moss 1994

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