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Due abiti vintage per una sposa: guida completa al cambio d’abito

Aggiornamento: 16 set 2022



La ricerca dell’abito da sposa è po’ la metafora della storia col vostro futuro marito. In certi casi è subito il colpo di fulmine, in altri trovarlo è un percorso lungo e complesso, in cui non mancano ostacoli e fuochi di paia.

Quel che è certo che una volta trovato l’abito (e il partner) giusto è vero amore e non vendete l’ora di calcare con lui la navata. Allora perché sceglierne un secondo (abito)?

Negli ultimi tempi, complici celebrities e teste coronate, sono sempre di più le sposine che sorprendono gli invitati con uno stupefacente cambio d’abito durante il ricevimento.

Quella che potrebbe sembrare una tendenza odierna è in realtà una tradizione antica ben nota alle nostre nonne che durante il ricevimento, smesso l’abito bianco, indossavano l’abito per il viaggio. Si trattava di un vestito formale con il quale salutati gli invitati ci si avviava ad affrontare la luna di miele, non prima che il fotografo immortalasse i novelli sposi in auto pronti alla partenza.

La tradizione dell’abito da viaggio


Ma perché scegliere un secondo abito da sposa se il primo fa battere il nostro cuore? E perché scegliere proprio il vintage?

Dopo ricerche infinite e prove senza esito, per molte spose la boutique Vintachic con la sua collezione di oltre 300 abiti da sposa autentici dal 1880 al 1980, può essere di certo il luogo in cui trovare a colpo sicuro l’ abito dei sogni, e perché no, persino il secondo.

Gli abiti vintage infatti con il loro rigore e sobrietà ben si prestano ad essere utilizzati per cerimonie formali e religiose. Ma secondo abito vuol dire originalità, versatilità e dinamismo, dunque i nostri abiti, tutti rigorosamente originali e unici si riveleranno sicuramente anche la soluzione giusta anche per un cambio d’abito che lasci tutti a bocca aperta.

Abbiamo provato allora a stilare una guida pratica ricca di spunti e suggerimenti che vi indirizzerà senza indugi a scegliere il secondo abito da sposa perfetto per voi, rigorosamente vintage s’intende.

I due abiti Vintachic scelti da Nina: minidress in chiffon del 1960s e abito boho del 1970s. Il cambio d’abito di Kate Middleton.


Parola d’ordine: differenziare

L’abito per la cerimonia è l’abito pomposo per antonomasia, elegante, sfarzoso, magari anche un po’ sobrio  qualora si tratti di un rito religioso. L’imperativo che vige per il secondo abito è invece diversità. Diventa fondamentale differenziare i due abiti in fatto di stile, silhouette, linee e tessuti, per non inciampare in un noioso copia e incolla.

I 3 modelli Vintachic: boho, da principessa, glam


 In ogni caso non perdete mai di vista il tema del matrimonio. Optate per un abito principessa per la cerimonia, un vestito boho se avete organizzato un party dal sapore country, proprio come ha fatto la nostra sposa Simona scegliendo un abito Vintachic anni ’70 per il wedding party con gli amici. Se invece la vostra festa si svolgerà di sera e avrà un tocco formale e scintillante la scelta non può che ricadere su un capo glam, come il secondo abito vestito da Caterina per il party serale, un capolavoro in seta panna del 1930s .

Giocate anche con i tessuti, il romanticismo del pizzo ben si confà al primo abito da sposa, per il secondo vestito rivolgetevi alla luminosità della seta o alla morbidezza del jersey, non avendo paura di mettere in campo dettagli estrosi e originali.

Prendete spunto da Hailey Bieber, che per le nozze con il cantante ha dapprima scelto un sognante abito in pizzo, in seconda battuta la modella ha optato per un capo scivolato in raso con tanto di sneakers ai piedi.

Gli abiti Vintachic della nostra sposa Caterina: per la cerimonia abito del 1970s beige, per la festa abito in seta panna del 1930. L’abito boho della nostra sposa Simona. Hailey Bibier nel suo grande giorno.


Spazio alla comodità

Un altro valido motivo per effettuare un cambio d’abito è vivere il ricevimento in scioltezza. Come abbiamo visto infatti l’abito della cerimonia è spesso caratterizzato da tessuti pesanti e una struttura ingombrante che non permetterebbero di muoversi in libertà.

4 proposte Vintachic a tutta comodità: jumpsuit crochet del 1960, mini-dress del 1970, completo pantalone del 1970, abito del 1950 in pizzo obliquo


Un cambio d’abito diventa allora congeniale per scatenarsi sulla pista da ballo e godersi la propria festa al meglio. Una soluzione divertente e sui generis può essere quella di scegliere un secondo abito pantalone come ha fatto Solange Knowles. Una jumpsuit, un completo, un tailleur, nella nostra guida troverete la soluzione più adatta a voi.

Un’ altra possibilità che fa rima con comodità è l’abito corto, brioso, versatile, effervescente, regala centimetri alle petites, e mette in evidenza le gambe snelle delle bride to be, è capace di sottolineare la spensieratezza delle spose più giovani e regalare sobria eleganza ad una sposa in seconde nozze o non più giovanissima. Insomma il mini dress come seconda scelta mette d’accordo davvero tutte. Non a caso da Chiara Ferragni a Serena Williams in tantissime hanno scelto l’abito corto come Reception Dress.

Il cambio d’abito di Solange Knowles, Chiara Ferragni e Serena William. 3 scelte a favore della comodità.


Fate emergere la vostra personalità

Mentre il ricevimento esige un certo formalismo e rigore, il secondo abito è un ottimo pretesto per far emergere la vostra personalità e il vostro stile.

Non abbiate timore di dar voce al vostro carattere e la vostra storia per un outfit che sicuramente sarà originale, estroso e racconterà di voi.

Abito salmone in pizzo e tulle del 1950, il secondo abito di Hilary Duff, abito celeste del 1970


Sì ai colori, come ha fatto anche Hilary Duff per il suo secondo abito da sposa. Scegliete la nuance del vostro cuore, nella nostra guida potete trovare la sfumatura e l’abito che più fa al caso vostro.

Personalità vuol dire anche dettagli segnanti, profili in pelliccia per un matrimonio d’inverno o paillettes a profusione.

E ancora divertitevi anche con gli accessori, aggiungete al vostro outfit un chiodo se siete una sposa rock o decidete di indossare un velo vintage, che abbinato ad un abito contemporaneo creerà un interessante effetto mix and match.

Spose Vintachic con personalità: Marzia ha abbinato il suo minidress in pizzo del 1960 a delle Dr Martens. L’abito plissé giallo del 1970 scelto da Kebana per le sue nozze tex.


Insomma vi abbiamo convito a prendere un secondo abito per le vostre nozze? Allora non vi resta che prenotare un appuntamento nella nostra boutique e affidarvi al nostro esclusivo servizio di vintage fashion consulting gratuito.

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